Come identificare le calcificazioni cerebrali nei pazienti in età peditrica con malattia neurologica? TC, RMN o entrambe?

Le calcificazioni intracerebrali (ICC) rappresentano un importante indizio diagnostico in neurologia pediatrica. L’esame considerato "gold standard" per l’’identificazione delle ICC è la tomografia computerizzata (TC). Considerando tuttavia l’effetto cancerogeno associato alle radiazione della TC, ci siamo proposti di rivalutare il valore diagnostico delle sequenze di risonanza magnetica (RMN) sensibili a sostanze paramagnetiche/diamagnetiche nel rilevamento di ICC.

Abbiamo selezionatole RMN e le TC eseguite in bambini affetti da condizioni neurologiche con presenza di ICC, riferite ai centri partecipanti tra il 2005 e il 2018. I criteri di inclusione erano l'età <18 anni all’epoca delle indagini neuroradiologiche; disponibilità di TC di positiva per calcificazioni e di RMN che includesse le sequenze GE e/o SWI; distanza tra TC e RMN non superiore ai 6mesi.

Ottantuno pazienti sono stati inclusi nello studio. Le scansioni TC e RM sono state riviste e punteggiate collettivamente.  La risonanza magnetica non è riuscita a rilevare ICC nel 14% dei casi. Le sequenze SWI sono risultatele migliori sequenze di RMN per la visualizzazione delle ICC, seguite dalle sequenze GE. La TC avrebbe potuto essere evitata nel 19% dei casi, perché non utile per l'identificazione delle ICC o per il monitoraggio e la gestione clinica del paziente.

Conclusione: Nell'iter diagnostico dei disturbi neurologici a esordio pediatrico di causa sconosciuta, il primo passo per cercare le ICC dovrebbe essere una risonanza magnetica che includa le sequenze SWI e GE. Se la RMN non mette in evidenza ICC, è utile eseguire almeno una volta un approfondimento mediante TC cerebrale. Quando è improbabile che l'identificazione o il monitoraggio delle ICC aggiunga informazioni utili per il follow-up clinico e il trattamento del paziente o trattamento, si consiglia di non eseguire TC di controllo.


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